venerdì 20 giugno 2008
sabato 7 giugno 2008
venerdì 6 giugno 2008
Street Spirit
"File di
case che mi travolgono
posso sentire il tocco delle loro mani blu
tutte queste cose in posizione
tutte queste cose che un giorno ingoieremo per intero
e spariranno ancora e spariranno ancora
posso sentire il tocco delle loro mani blu
tutte queste cose in posizione
tutte queste cose che un giorno ingoieremo per intero
e spariranno ancora e spariranno ancora
Questa
macchina non farà sapere
questi pensieri e la tensione che mi sovrasta
sii un bambino di mondo, fai un cerchio
prima che tutti anneghino
e spariscano ancora e spariscano ancora
questi pensieri e la tensione che mi sovrasta
sii un bambino di mondo, fai un cerchio
prima che tutti anneghino
e spariscano ancora e spariscano ancora
Uova rotte,
uccelli morti
urla mentre lottano per la vita
posso avvertire la morte, posso vedere i suoi occhi che scintillano
tutte queste cose in posizione
tutte queste cose che un giorno ingoieremo per intero
e spariranno ancora e spariranno ancora
urla mentre lottano per la vita
posso avvertire la morte, posso vedere i suoi occhi che scintillano
tutte queste cose in posizione
tutte queste cose che un giorno ingoieremo per intero
e spariranno ancora e spariranno ancora
Immergi
l'anima nell'amore
IMMERGI L'ANIMA NELL'AMORE"
IMMERGI L'ANIMA NELL'AMORE"
mercoledì 7 maggio 2008
Malvagi
"Non sarebbe piccola infelicità degli educatori, e soprattutto dei parenti, se pensassero, quello che è verissimo, che i loro figliuoli, qualunque indole abbiano sortita, e qualunque fatica, diligenza e spesa si ponga in educarli, coll'uso poi del mondo, quasi indubitabilmente, se la morte non li perviene, diventeranno malvagi. Forse questa risposta sarebbe più valida e più ragionevole di quella di Talete , che dimandato da Solone perchè non si ammogliasse, rispose mostrando le inquietudini dei genitori per gl'infotunii e i pericoli de' figliuoli. Sarebbe, dico, più valido e più ragionevole lo scusarsi dicendo di non volere aumentare il numero dei malvagi."
G. Leopardi
(G. Magni)
domenica 4 maggio 2008
Piombo
"Chiazze di sangue, giornate di sole
Le dita sull’asfalto, l’arma già scarica.
Giovane vita in un gesso sottile
Tutto finisce, in terra resta una sagoma.
Le dita sull’asfalto, l’arma già scarica.
Giovane vita in un gesso sottile
Tutto finisce, in terra resta una sagoma.
Fanti e pedine, scacchiere di morte
La merce nel sistema è l’unica regola
Rischiare tutto e non essere niente
Nel male scuro che travolge ogni pietà.
L’aria è più pesante che mai quando un fantasma ci ruba l’ossigeno
Quando il futuro è solo piombo su queste città
Sotto una cupola che sembra la normalità.
L’aria è più pesante che mai e brucia tanto che manca l’ossigeno
Troppi silenzi in quel cemento che già sanguina
Troppe speranze nel mirino che ora luccica.
Se un sogno non raggiunge neanche il mattino
Se le illusioni sono scorie di umanità
Come fare a coniugare un verbo al futuro
Quando il futuro è solo appalto di tenebra.
Dentro una terra di sole e veleni
C’è un paradiso infestato dai demoni
Spettri temuti con nomi e cognomi
Che tremano solo di fronte alla verità
Quella del coraggio di chi sfida l’oscurità,
Quella di chi scrive denunciando la sua realtà,
Le anime striscianti che proteggono l’incubo
Sotto la scorta di un domani che scotterà."
domenica 13 gennaio 2008
Sovie
Questa notte ho fatto un sogno: ho chiuso gli occhi e per un istante non ero me stessa. Mi muovevo come non sono in grado di fare, il mio sguardo mirava dritto verso occhi indiscreti ed altezzosi, fino ad incontrare il suo. Le mie guance non si arrosivano, non avevo paura mi considerasse non all'altezza, non avevo timore di incontrare i suoi occhi, ardivo mi guardasse nell'anima. Ero semplicemente la pietra preziosa che lui aspettava da tanto; ero il fulcro dei suoi pensieri, il cardine dei suoi desideri, ero l'unico attimo stupendo della sua vita. Non dovevo contorcermi per attirare la sua attenzione, il suo sguardo cadeva su di me per il solo fatto che io fossi presente. Per tutta la sera, in quella sala immensa, colma di dame e cavalieri, sono stata la sua regina, senza che fatica mi fosse addebitata.
Al risveglio, sono corsa ad osservare la mia sagoma riflessa: di stracci è coperto il mio corpo, di stracci è coperta la mia anima.
Questa notte ho fatto un sogno, ora chiudo gli occhi e immagino di vivere.
(M. Giacomazzi)
Al risveglio, sono corsa ad osservare la mia sagoma riflessa: di stracci è coperto il mio corpo, di stracci è coperta la mia anima.
Questa notte ho fatto un sogno, ora chiudo gli occhi e immagino di vivere.
(M. Giacomazzi)
sabato 12 gennaio 2008
Malsana
Irrompi, sleale, nella mente dei più fragili e di quelli che ancora non ti hanno scavato dentro, ma poi tanto fondo non potrebbero toccare: basterebbe levare la prima pelle per sentire il puzzo di marcio che nauseerebbe anche un morto! Già, è così che ti proteggi, vivi nel buio di un'immagine che nemmeno tu conosci e che ti fa inciampare troppo spesso ormai. Una volta, ai miei occhi, ti precedeva una fama oscura, tenebrosa quasi misteriosa, tutta da scoprire; man mano che la luce della curiosità prendeva piede nel tuo mondo venivano a galla (allora pensavo che il piccolo oceano da cui qualche volta dissotterravi vecchi ricordi fosse il tuo mondo reale) preziosi aneddoti che credevo un giorno avrebbero formato il quadro completo, una nitida fotografia della tua anima. Presto ho imparato ad apprezzare le lacrime e il dolore, erano l'unica via verso la verità. Il quadretto a cui ogni volta con tanta cura aggiungevo qualche pezzo si è sbriciolato pian piano, come fosse una lunga agonia, e dall'ingenuità è nata la rabbia, la sofferenza e l'apatia. Un'apatia tutta mia, tutta particolare: la perdita di ogni speranza, di ogni fede che ognuno ha nei sogni e nelle favole. Ma questo non è bastato a rendermi immune; ogni fibra, anche la più piccola, del mio cuore è stata presa, strappata e gettata via, come fosse un esperimento uscito male.
Tuttavia, come ho già detto, ancora nessuno ha toccato la sostanza, anche se, si credono detentori del dono di poter giudicare qualcosa di cui forse neanche hanno sentito parlare: prego...a voi lo scettro se è quello che più desiderate o ancora meglio.. a voi l'aureola di Baudelaire...
«Come! voi qui, mio caro? Voi in questo brutto posto? Voi, il bevitore di quintessenze! Voi, il mangiatore di ambrosia! C'è invero di che restare sorpresi.
- Mio caro, sapete bene quanto mi terrorizzino le carrozze e i cavalli. Poco fa, mentre attraversavo il viale in tutta fretta saltellando in mezzo al fango, in quel caos in movimento dove la morte arriva al galoppo da tutte le parti nello stesso tempo, per un gesto brusco l'aureola mi è scivolata dalla testa nel fango del lastrico. Non ho avuto il coraggio di raccattarla. Giudicai meno sgradevole perdere le mie insegne che farmi rompere le ossa. E poi, mi dissi, la disgrazia serve sempre a qualcosa. Ora posso andarmene in giro in incognito, compiere azioni basse, darmi ai bagordi come i comuni mortali. Ed eccomi in tutto simile a voi, come vedete!
- Dovreste almeno pubblicare un annuncio della perdita dell'aureola, o fare denuncia al commissariato.-
- Dovreste almeno pubblicare un annuncio della perdita dell'aureola, o fare denuncia al commissariato.-
- Proprio no! Mi trovo bene, qui. Solo voi mi avete riconosciuto. D'altronde la dignità mi disturba. E poi penso che qualche cattivo poeta la raccatterà e se la metterà in testa spudoratamente. Che piacere far felice qualcuno!
Soprattutto qualcuno la cui felicità mi farà ridere! Pensate a X, o a Z! Ah, sarà davvero divertente!»
Les Excrements du bien è quello che siete!
(Grazie a B. Bertinotti)
sabato 10 novembre 2007
Quando la banalità
"Quando la banalità cade a ricoprire ogni parola, sai che alzare lo sguardo per cercare un appiglio è come fissare il vuoto e sperare che quel niente non finisca mai.
Nuoteresti ore e ore nell'instabilità di un nulla che sa di ricordi, ma la paura che tutto possa finire irrigidisce la tua mente e sai solo abbandonare ogni speranza"
Nuoteresti ore e ore nell'instabilità di un nulla che sa di ricordi, ma la paura che tutto possa finire irrigidisce la tua mente e sai solo abbandonare ogni speranza"
giovedì 8 novembre 2007
Finalmente capisco tutto ciò che c'è da capire
Finalmente capisco tutto ciò che c'è da capire.
Finalmente aprendo gli occhi non ho paura di vedere il buio, perchè anche se è questo l'unico soggetto da ammirare, non è da scoprire, non più. Ora ho la chiave; anche se è impossibile conoscere ogni cosa, io SO di non avere più ostacoli davanti, so che non esistono più segreti.
Conosco il modo di sconfiggere questo buio, ce l'ho in pugno; eppure
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