"Le mie orecchie sentono ciò che altri non sentono, piccole cose lontane che altri non vedono, io reisco a vederle. Questi sensi sono il frutto di una vita fatta di desiderio, desiderio di essere salvata, di essere completata.
venerdì 30 maggio 2014
Stoker
"Le mie orecchie sentono ciò che altri non sentono, piccole cose lontane che altri non vedono, io reisco a vederle. Questi sensi sono il frutto di una vita fatta di desiderio, desiderio di essere salvata, di essere completata.
mercoledì 14 maggio 2014
Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani (parti)
"(...) In questa universale dissoluzione dei principi sociali, in questo caos che veramente spaventa il cuor di un filosofo, e lo pone in gran forse circa il futuro destino delle società civili e in grande incertezza del come elle possano durare a sussistere in avvenire, le altre nazioni civili, cioè principalmente la Francia, l'Inghilterra e la Germania, hanno un principio conservatore della morale e quindi della società, che benché paia minimo, e quasi vile rispetto ai grandi principii morali e d'illusione che si sono perduti, pure è d'un grandissimo effetto.
Questo principio è la società stessa. Le dette nazioni, oltre la società generalmente presa, cioè il convitto degli uomini per provvedere scambievolmente ai propri bisogni, e difendersi dai comuni danni e pericoli, hanno quel genere più particolare di società che suole essere chiamato con questo medesimo nome ridotto a significazione più stretta, e consiste in un commercio più intimo degl'individui fra loro, e massime di quelli, che dispensati dalla loro condizione dal provvedere
Questo principio è la società stessa. Le dette nazioni, oltre la società generalmente presa, cioè il convitto degli uomini per provvedere scambievolmente ai propri bisogni, e difendersi dai comuni danni e pericoli, hanno quel genere più particolare di società che suole essere chiamato con questo medesimo nome ridotto a significazione più stretta, e consiste in un commercio più intimo degl'individui fra loro, e massime di quelli, che dispensati dalla loro condizione dal provvedere
lunedì 12 maggio 2014
Definizione di altruismo
Credo si possa dire con assoluta tranquillità e completa sincerità che le persone non mi piacciono.
Non è per un fattore estetico: non c'entra il colore della pelle, il taglio degli occhi, la grandezza del naso, la corposità delle labbra, il fisico asciutto o quello più abbondante; non c'entrano neppure la moralità, gli ideali, i principi, il carattere o il modo di fare.
Credo sia qualcosa di più ampio e generico: per esempio il fatto che appartengano tutti ad una categoria di esseri che hanno di INNATO il manifestarsi viscidi, egoisti ed opportunisti.
Non è per un fattore estetico: non c'entra il colore della pelle, il taglio degli occhi, la grandezza del naso, la corposità delle labbra, il fisico asciutto o quello più abbondante; non c'entrano neppure la moralità, gli ideali, i principi, il carattere o il modo di fare.
Credo sia qualcosa di più ampio e generico: per esempio il fatto che appartengano tutti ad una categoria di esseri che hanno di INNATO il manifestarsi viscidi, egoisti ed opportunisti.
martedì 29 aprile 2014
Un concorrente passivamente iscritto, mai trionfante
Spesso mi sveglio con un
groviglio intricato dentro lo stomaco; è come se qualcuno
dall'interno mi ingarbugliasse ed arrotolasse le viscere. Man mano
che la giornata prosegue sento questo intreccio crescere ed
appesantirsi, talmente tanto da valutare le mie membra troppo fragili
per poter reggere ancora per molto tutto il carico. Sono un uomo
normale, con una vita normale, una casa normale, un impiego normale,
non c'è nulla della mia quotidianità che possa indurmi, o meglio,
ridurmi in questo stato; quindi penso, penso che forse non è questa
vita qui, questa proprio questa, a debilitarmi, ad
martedì 8 aprile 2014
uno come tanti
Una delle principali paure che assilla una persona egoista (noi tutti) è il fatto di essere una come tanti, mischiata tra molti, indistinta per sé ma soprattutto per gli altri. Si vorrebbe essere IL non l'uno di chi ci circonda, e questa atroce realtà ci divora fin dentro le ossa.
Neppure io posso sottrarmi a questa miserabile e pulsante sorte, non riesco a ridurre la sensazione amara di indifferenza, di totalità confusa, di effimero tocco leggero, quasi presunto, ma resto con una certezza viva: so assolutamente, convintamente, che nel momento in cui deciderò di lasciarti andare, di lasciare andare te, che per me sei LA, ti avrò perso per sempre.
Neppure io posso sottrarmi a questa miserabile e pulsante sorte, non riesco a ridurre la sensazione amara di indifferenza, di totalità confusa, di effimero tocco leggero, quasi presunto, ma resto con una certezza viva: so assolutamente, convintamente, che nel momento in cui deciderò di lasciarti andare, di lasciare andare te, che per me sei LA, ti avrò perso per sempre.
mercoledì 26 marzo 2014
Redemption song
"...Won't you help to sing
This songs of freedom
'Cause all I ever have:
Redemption songs;
Redemption songs.
Emancipate yourselves from mental slavery;
None but ourselves can free our minds..."
venerdì 7 marzo 2014
giovedì 6 marzo 2014
"Un sinistro segnale di pericolo"
"...A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che <<ogni straniero è nemico>>. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all'origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager. Esso è il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con rigorosa coerenza: finché la concezione sussite, le conseguenze ci minacciano. La storia dei campi di distruzione dovrebbe venire intesa da tutti come un sinistro segnale di pericolo."
venerdì 21 febbraio 2014
Il ritratto ovale
"Era una fanciulla di rarissima bellezza, e non meno soave che piena di gioiosità. E funesta fu l'ora in cui vide, amò, e sposò il pittore. Lui appassionato, sollecito studioso, austero, e già sposato con la sua Arte, lei una fanciulla di rarissima bellezza, e non meno soave che piena di gioiosità; tutta luce e sorrisi, e vivace come una cerbiatta; amante e appassionata di tutte le cose; odiava solo l'Arte che era la sua rivale; temeva solo la tavolozza e i pennelli e gli altri strumenti spiacevoli che la privavano dalla vista del suo amato. Fu dunque una cosa terribile per questa donna udire il pittore parlare del suo desiderio di ritrarre anche la sua giovane sposa. Ma era umile e obbediente, e posò per molte settimane docilmente nell'oscura e alta camera - nella torretta dove la luce scendeva sulla bianca tela solo dall'alto. Ma egli, il pittore, si gloriava solo della sua opera che procedeva di ora in ora, di giorni in giorno. Era un uomo appassionato, ombroso, e lunatico, che sognava a occhi aperti; cosicché non voleva accorgersi che la luce che cadeva così spettralmente in quella solitaria torretta faceva deperire la salute e la vivacità della sua sposa, che sfioriva visibilmente per tutti tranne che per lui. Tuttavia ella sorrideva ancora e sempre, senza lamentarsi, perché vedeva che il pittore (che aveva grande notorietà) traeva un piacere intenso e ardente dal suo lavoro, e lavorava notte e giorno per ritrarre lei che tanto lo amava, ma che diveniva di giorno in giorno più spenta e debole. E in verità chi contemplava il ritratto parlava della sua somiglianza in parole sommesse, come di una grandissima meraviglia, una testimonianza non meno della capacità del pittore che del suo profondo amore per colei che veniva ritraendo in modo così incomparabile. Ma alla fine, mentre l'opera si avvicinava alla conclusione, nessuno fu più ammesso nella torretta; divenuto folle nell'ardore della sua opera, il pittore distoglieva raramente gli occhi dalla tela, anche solo per osservare il volto della sposa. E non voleva accorgersi che i colori che stendeva sulla tela erano sottratti alla gote di lei che gli sedeva vicino. E quando molto settimane furono passate, e solo poco rimaneva da fare, una pennellata sulla bocca e una sfumatura sull'occhio, lo spirito della donna guizzò di nuovo come la fiamma nel bocciolo della lampada. E allora fu data la pennellata, e la sfumatura fu posta; e, per un attimo, il pittore rimase estasiato davanti all'opera che aveva compiuto; ma subito dopo, perso ancora nella contemplazione, divenne tremante e molto pallido, e atterrito, gridando con una voce forte, "Questa è davvero la Vita stessa!" si voltò improvvisamente a osservare la sua amata: Era morta!"
E.A. Poe
E.A. Poe
mercoledì 19 febbraio 2014
Umile Amante
"Dovrei essere uno spaccone, dovrei essere un ganzo, ma io la vita la guardo negli occhi proprio come una bella donna, la guardo solo dopo che mi è passata accanto, dopo che si è allontanata. Sempre, tutto quello che viene verso di me mi stordisce, mi sgomenta, quasi mi devasta con la sua bellezza, tanto che non sono capace di guardarlo negli occhi (.) Il mio primo desiderio è fiondarmi lontano dalla fonte della mia commozione, fuggire e portare con me quella sensazione che mi inonda di amore a prima vista (.) Dovrei essere uno spaccone, dovrei essere un ganzo, ma sono un umile amante, impaurito dalla bellezza di qualsiasi cosa mi sia venuta incontro. Per questo gusto tutto quando è tardi, soltanto dopo, soltanto quando le immagini tremanti si fanno quiete. Proprio così, del tutto spaurito, mi guardo allo specchio che invecchia con me e in cui non trovo traccia di quello che mi potrebbe autorizzare a dire di me che dovrei essere almeno un po' spaccone e un po' ganzo, se non altro per me stesso..."
B. Hrabal
B. Hrabal
Iscriviti a:
Post (Atom)

